L’acqua, un bene comune da sancire costituzionalmente

Il decreto “Sblocca Italia”, voluto dal governo Renzi, stabilisce che entro il 30 settembre prossimo vengano decise le sorti delle gestioni idriche per le varie province del paese, privilegiando di gran lunga la strada della privatizzazione e aggirando la volontà della popolazione che, nei referendum del 2011, aveva stabilito di considerare l’acqua come bene pubblico.

Accogliamo con viva soddisfazione l’organizzazione di un presidio permanente in piazza Sisto IV per la difesa dell’acqua come bene comune.
Rifondazione Comunista, proseguendo nel solco delle lotte fatte negli scorsi anni contro ogni tentativo di privatizzazione del servizio idrico, parteciperà attivamente in piazza e continuerà la sua battaglia in seno al Comune di Savona per esigere che sia rispettata una volontà popolare largamente condivisa e maggioritaria nel Paese.

Le iniziative che si sono sviluppate e si stanno sviluppando in tutta Italia contro le linee politiche del governo Renzi, che spinge per una soluzione di compartecipazione (nel migliore dei casi) tra pubblico e privato e di privatizzazione completa della gestione delle acque (nel peggiore dei casi), sono una importante rete che può essere messa a valore chiedendo che venga sancito costituzionalmente il diritto di un bene comune per i cittadini tutti.

Una riforma costituzionale che inserisca nella Carta del 1948 l’intoccabilità dei beni comuni da parte dei privati sarebbe, tra le tante controriforme fatte fino ad oggi, una ottima inversione di tendenza.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale di Rifondazione Comunista – Savona

ALBERTO SGUERSO
Responsabile prov.le politiche sociali e ambiente di Rifondazione Comunista – Savona

FRANCO ZUNINO
Capogruppo Rifondazione Comunista – FdS – Consiglio comunale di Savona

Savona, 27 agosto 2015

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