Un NO permanente alla privatizzazione dell’acqua

Pubblichiamo l’appello del Comitato savonesese Acqua bene comune sul rischio di privatizzazione del servizio idrico che si fa avanti in questi giorni.
Rifondazione Comunista sostiene pienamente questa lotta e sarà presente al presidio permanente organizzato in piazza del Comune a partire da giovedì 27 agosto

Il futuro della gestione del servizio idrico della provincia di Savona è giunto definitivamente ad un bivio dal quale non si può più tornare indietro. Per i sindaci dei 69 comuni savonesi non c’è più tempo e non ci sono più scuse.

Entro il prossimo 30 settembre, in base all’art. 7 del Decreto Sblocca Italia si deve disporre l’affidamento del servizio ad un gestore unico, pubblico o privato che sia ma noi sosteniamo che nessun de­creto “Sblocca Italia”, nessuna Legge di Stabilità, nessun Decreto Madia sulla Pubblica Amministrazione può costringere un sindaco a privatizzare l’acqua.

Il progetto per una gestione pubblica e partecipata del servizio idrico del nostro Comitato, presentato nel 2013, è l’unico che può difendere l’acqua e il Servizio Idrico savonese. Esso parte da alcuni presupposti: innanzi tutto il referendum del 2011 nel quale la maggioranza delle cittadine e dei cittadini italiani, e anche della nostra provincia, si espressero contro le privatizzazioni e i profitti nella gestione dei servizi pubblici locali; che numerosi comuni tra i quali Savona , Albisola Mariana, Celle, Noli, Pietra Ligure, Quiliano, Rialto, Toirano, Tovo San Giacomo e Vado Ligure hanno votato delibere di consiglio e modificato i propri statuti, definendo l’acqua un bene comune privo di rilevanza economica; che in almeno tre assemblee dei sindaci savonesi sono state votate delibere nelle quali si ribadiva la volontà di una gestione pubblica e partecipata del Servizio Idrico.

Nonostante queste premesse oggi l’acqua, il Bene Comune per eccellenza, quel bene che ti dà la vita e la democrazia, rischia di diventare patrimonio di privati con costi altissimi per i cittadini specialmente per i più deboli economicamente.

Lanciamo quindi un appello alle cittadine e ai cittadini se non ci facciamo carico della difesa dei nostri diritti naturali non possiamo condividere nulla dell’umanità, non possiamo lasciare niente al futuro e alle future generazioni.

Oggi siamo in attesa di risposte dai sindaci, non solo dei comuni sopra menzionati, ma da tutti i sindaci che hanno vinto le elezioni propagandando il valore dell’Acqua Bene Comune e della gestione pubblica del Servizio Idrico.
Chiediamo ai sindaci, alle forze politiche, alle Associazioni, ai Comitati di agire in fretta per trovare la possibilità di un dialogo costruttivo per costituire un tavolo di lavoro partecipato che, partendo dal progetto del Comitato Savonese Acqua Bene Comune individui il percorso più utile per non perdere il nostro diritto all’acqua.

Ed è per questa ragione che abbiamo deciso di organizzare a partire dal giorno 27 agosto 2015 un presidio permanente in piazza Sisto IV, la piazza del comune di Savona, per denunciare pubblicamente il tradimento del referendum del giugno 2011, con manifesti, volantini e interventi di personaggi pubblici sarà un’occupazione pacifica con cittadini disposti anche a fare lo sciopero della fame, l’acqua non si vende, si difende.

COMITATO PER L’ACQUA PUBBLICA – SAVONA

24 agosto 2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *